Nemmeno nell’antica Roma imperiale i gladiatori che combattevano nelle arene del Colosseo venivano incensati come le “Frecce tricolori” nelle loro acrobazie. Certo che nei duelli fratricidi e nelle lotte contro i leoni poche erano le speranze di sopravvivenza, e soltanto uno per bravura e coraggio riusciva a rimanere in piedi e pertanto acclamato e osannato come vincitore e premiato con la libertà.
Che festa, che clamore, che goduria sugli spalti dell’arena p...er il popolo romano dare giusta ricompensa al fortunato che alzava lo scudo in mezzo ai corpi e al sangue dei suoi sfortunati compagni. Il più bravo portato in trionfo. Per gli altri caduti completa indifferenza e menefreghismo.
Ma i tempi sono cambiati per i romani, per gli abruzzesi e per gli albensi. E con essi è cambiata la cultura, la sensibilità dei cittadini, la diversità degli usi e dei costumi, capovolto il senso dei valori umani e dell’onore inteso come sacrificio, valore, merito, virtù.
L’usanza di onorare con il lutto cittadino chi ha perduto la vita per il “ludus” di qualche ozioso cittadino del terzo millennio, appare come una minestra sciatta e poco condita, un controsenso del merito democratico, un triste crisantemo umano da offrire alla memoria di un pilota amante di solo brivido personale.
Senza schifare troppo i delicati e provocare vomito, posso ritenere insensate le acrobazie aree al solo scopo di divertimento, pericoloso la presenza di qualche catorcio aereo, inutile la manifestazione per costo, per finalità ludica e periodo di tempo poco oculato nella scelta ?
A qualcuno evidentemente riconosco di aver dato fastidio, forse nausea, talora orrore e disprezzo. Ma i crisantemi che marciscono bisogna toglierli e buttarli prima che iniziano a puzzare, altrimenti infestano e provocano solo indecenza.
Per me il nastro nero in segno di lutto è una comparsata offerta alla visibilità, all’apparenza, al nullo sentire, per i romani invece il premio veniva assegnato per il valore più grande: la vittoria per la vita.
I crisantemi, anche se umani, si buttano nell’immondizia. Anche perché non fanno storia. zac (e solo zac)
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