Sollecitato da un amico (Stefano), certamente non mi sottraggo....
Si tratta di una tematica molto complessa, e ciascuna posizione merita una giusta considerazione, tipo quella che si deve a chi crede o a chi non crede, a chi crede con riserva o a chi non sente il bisogno di porsi tale problema.
Tenterò una sinossi esaustiva.
Giorgio, geloso custode dell'identità nazionale (lingua, tradizione, cultura, suolo, inclinazione creativa), conclama una forma di verità incontrovertibile.
Già P.P. Pasolini, siamo negli anni sessanta, per ragioni diverse certamente (ce l'aveva con l'industrializzazione in corso) lamentava la scomparsa delle tradizioni contadine, la morte delle identità regionali, l'omologazione delle disuguaglianze territoriali: "L' Italia contadina e paleoindustriale è crollata, si è disfatta, non c'è più, e al suo posto c'è un vuoto che aspetta probabilmente di essere colmata da una completa borghesizzazione", diceva; e ancora: "La vera tradizione umanista (...) viene distrutta dalla nuova cultura di massa e dal nuovo rapporto che la tecnologia ha istituito (...) fra prodotto e consumo".
Gli effetti dell' industrializzazione di cui parlava il poeta, sono molto simili a quelli partoriti dalla globalizzazione: tutto per tutti (sic!), tutti ovunque. E tale polverizzazione della società in tante forme diverse comporterà o una arrendevole e rassegnata apatìa, oppure, in un futuro prossimo, un pericoloso razzismo potenziato in intensità e in frequenza.
C'è anche da dire però, (e mi aggancio all' amico Piero), che un pezzo di mondo, si legga Africa, per centinaia e centinaia di anni, da parte di tutti, ha conosciuto esclusivamente ingiustizie e sfruttamento. Le enormi risorse naturali hanno di fatto avvantaggiato solo una ristretta élite; alla massa, briciole.
E per ragioni ignote, ma di certo colpose, non si è mai addivenuto ad una vera industrializzazione (Pasolini docet), come invece la Cina, l' India, la Corea...
Chi ha avuto paura dell' Africa? Il potere visibile e personale o quello pressante, meno visibile e personale, ma pur sempre schiacciante? (vero Sarkozy?)
E l' ONU? Dov'è andato, dove sta l' ONU?
Questo è quanto. E che Dio ce la mandi buona.
(17 giugno 2015)
Da Sincope Pensante
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