lunedì 15 giugno 2015

SOLO ZAVORRA

E’ vero: la destra è scomparsa. La vera, autentica destra non esiste più.
E’ rimasta solo la zavorra.
Non basta aver cancellato il braccio teso, distrutto le colonne e i monumenti ornati con i fasci. Non basta aver preso le mazze per abbattere sui muri il nome del Duce e sui libri le parole del Vate. Non basta aver ucciso i miti di Corneliu Codreanu, di Julius Evola, di Friedrich Nietzsche, di Ezra Pound…
Non vi è bastato. ...
Avete spento la fiamma tricolore di Almirante e l’entusiasmo di una intera generazione. Avete riempito Alleanza Nazionale con i Fini e i Matteoli, con i Poli Bortone e i Publio Fiori, i Fisichella e i Birindelli, gli Storace e i Gasparri.
Non si ricordano riforme targate An e in ogni caso nulla che rechi il segno di una destra sociale o nazionale, tradizionale o meritocratica. Un'occasione perduta. Dopo la fiamma non c’è rimasto niente, neppure la cenere...
E forse non vi è bastato distruggere tutto, perché la rovina è dentro di voi, la rovina siete voi.
Oggi la destra è questa: Chi va con la Meloni e chi resta con Berlusconi. Chi vira con la destra di Storace e chi posa le chiappe vicino all’Angiolino Alfano. Chi briga con la Destra Sociale di Isabella, chi col Fli di Granata e Bocchino, e c’è pure chi va a rimorchio dei radicali e tenta di rientrare tra i Mille per l’Italia.
Dalla diaspora sociale siamo passati alla diaspora politica. La destra è questa.
E’ la battaglia per la sopravvivenza, piena di colpi bassi, proibiti. L’opportuna convenienza è la lupa che allatta i gemelli famelici e instilla la morte dentro di loro, è il fratricidio, è il rito quotidiano ed eterno del trasformismo politico.
Condividere l'auspicio di una rinascita della destra è improbabile, da parte mia direi impossibile. Ed è anche grottesco, lo riconosco, pur perso nell’immenso desiderio di tornare nella terra d’origine della Fiamma, sì certo anche col doppiopetto.
Non importa se sopravvivo mostrando le foto sgualcite del tempo che fu o marcando i post a tal punto da tirarmi dietro una scia di insulti terribili.
La città che viviamo è questa, smisurata di gallinacci, infoltita di opportunisti… T’aggiri per le strade e ogni tanto vedi sui tavoli queste porchette gigantesche, orizzontali, abbrustolite, con l’occhio ancora vivo che ti guarda e ammalia…
Che serve incazzarsi se è lo stomaco che conta, non gli ingredienti, se poi questo avviene ogni 5 anni e con codesta zavorra tutto finisce a porchetta e vino ? zac

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