Sarà stato l’attesa della stagione estiva e la speranza di un maggior introito nelle attività commerciali, il risveglio della passione politica e la ricerca della visibilità, il pedaggio dovuto per il riequilibrio ludico troppo sbilanciato verso la spiaggia e verso Villa Fiore o il velato “potrei arrivare a raccontare” e aprire il barattolo dei sottaceti pre-confezionati, e via dicendo… fatto sta che sulla riva stagnante della Spiaggia d’Argento si è ...rivisto il ritorno dei temuti e carnivori barracuda.
Spiace non poter raccogliere le provocazioni di qualche furbetto, ripescato o meglio ritrovato di nuovo a lanciare le pietre nello stagno e a nascondere la mano, sparate simili a quel che rimane dei valorosi partigiani che, appostati nei pressi del ponte sul Salinello, situato sotto il bivio Garrufo, spararono sulla retroguardia tedesca ormai in ritiro, provocando la retromarcia della truppa tedesca e la distruzione delle contrade verso la strada che conduce a Campli.
Di quei gloriosi combattenti nostrani non vi è traccia, né tanto meno il ricordo o il nome. La giusta ricompensa che spetta ai vili di allora e agli inutili “mi piace” virtuali che amano oggi fare da contorno, se non sbaglia chi mi riferisce, senza spiegazione o commento.
Un déjà vu, già visto e vissuto, un ritorno al passato del “l’untore! dàgli! dàgli! dàgli all’untore!” di manzoniana memoria o peggio al piacere di poter di nuovo urlare “Uccidere un fascista non é reato”.
Uccidere un fascista non sarà reato. Del resto quando mai lo è stato ? ...ma ci vogliono le palle. Anche per non diventare bersaglio da colpire e ottima carne per i barracuda umani. zac

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