Quanto precedentemente detto, non cancella la rabbia....
L' incapacità del governo centrale è impantanata nella pozzanghera della abulìa e, in taluni casi, del diniego dei partners europei.
Non si riesce a tirar fuori un ragno dal buco.
Ciò malgrado parlano parlano parlano... Parlano tutti. Di accoglienza, di solidarietà, del Papa, della vita eterna, del paradiso, dell'obulo di faresaica memoria: "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo" (Luca 18, 11-12).
Non per il desiderio di affratellare gli interessi con l'acqua santa, ma è palese verità che chi presume di essere nel giusto finisce sempre per disprezzare gli altri, di più coloro che la pensano in modo diverso.
Si tratta di un vizioso sentire ormai radicato.
Ma questo continuo scrutare l'orizzonte distoglie colpevolmente lo sguardo dalla piaga sociale, forse ormai insanabile, che ha partorito sempre più cittadini di seconda qualità.
Vorremmo delle risposte.
Vorremmo consapevolmente sapere da quali menti e in quale sede sia stato varato questo insano progetto;
Vorremmo consapevolmente sapere perchè il cosiddetto laicismo statale si è fatto, insieme, buonismo e menefreghismo;
Vorremmo consapevolmente sapere come si farà a sfamare cento se il pane è bastante per due;
Vorremmo consapevolmente sapere quando e come finirà il fenomeno del 'recinto' (campi, tendopoli, centri, baraccopoli, marciapiedi);
Vorremmo consapevolmente sapere ancora cos'è con precisione la condizione umana politica e sociale in cui si è costretti a vivere, quasi come da un cataclisma naturale;
Vorremmo consapevolmente sapere cos'è e come si definisce veramente questo nuovo tipo di potere che ha prodotto questo sfasciume livellato, degradante, volgare, maleodorante;
Vorremmo delle risposte...
E' facile dire "Io sto con il Papa". Ma con il popolo, quello territoriale e quello disgraziato in movimento, chi ci sta?
Vorrei finire citando ancora una volta P.P. Pasolini: "Se la consapevole volontà di sapere dei cittadini italiani non ha la forza di costringere il potere ad autocriticarsi e a smascherarsi (...) ciò significa che il nostro è un ben diverso paese: anzi, diciamo pure, un paese miserabile".
(18 giugno 2015)
Da Sincope Pensante
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