lunedì 31 agosto 2015

MACEDONIA ALL'UNGHERESE

A memoria storica o di fantasia, mi sovviene un'unica occupazione
pacifica, senza l'ausilio delle armi cioè, ed è quella di Troia.
Un enorme cavallo di legno, l'insipienza di un popolo e dei propri
governanti, l'invasione l'occupazione la distruzione.
Ho ancora lucidi i commenti, ironici e sarcastici, di noi studenti,
costretti per lo più a ingerire a memoria interi brani del poema in
lingua grecoantico. Il più classico di questi commenti, di gestione
ormai quotidiana, è sintetizzato da un solo vocabolo: troia; con
tutto ciò che ne consegue o che esso implica.
Ma di certo Omero non poteva immaginare che, in fatto di insipienza,
si sarebbe potuto fare molto di più e di meglio.
La distribuzione minuziosa e capillare degli invasori in ogni angolo
del territorio nazionale, una distribuzione financo ossequiata e
renumerata, rappresenta la più facile delle occupazioni. E, anche
senza voler scomodare Cassandra, è facile prevedere che una
sola fiammella scatenerà il putiferio. Nullatenenti, fanatici seguaci
di un dio personalizzato, incazzati, affamati... troieranno e avranno
la meglio su di noi, incapaci come siamo financo di manovrare un
fucile ad aria; la cancellazione del servizio militare obbligatorio ci
ha resi degli innocui idioti e nulla più.
La maggior parte delle nazioni europee, Germania Francia Spagna
Inghilterra Olanda, questo pericolo lo hanno valutato e sono corse
ai ripari: non si entra! I nostri, sprovveduti e risibili don Chisciotte,
hanno provato a sparare cartucce a salve ma, coda tra le gambe,
sono stati costretti a fare dietro-front. Non paghi, ora stanno
provando a fare la voce grossa (sic!) con l'Ungheria e la repubblica
di Macedonia (un pezzetto di terra della penisola balcanica, poco
più di 2 milioni di persone), altre due nazioni illuminate e di certo
preveggenti, che vogliono difendere i propri confini, il proprio
popolo, le proprie tradizioni. In sostanza, i nostri, non potendo
menare quello più grande, provano a dare due scappellotti a quello
più piccolo. La solita storia, insomma: nondum matura est, ma
sempre al centro degli impicci. Pietà e misericordia, Signore!...
E poi c'è Lui, Il Capo della cristianità; il quale, non ancora
soddisfatto della carneficina dei credenti in atto nei territori dai
quali provengono gli invasori, invoca ed auspica costantemente
l'accoglienza di codesti sconosciuti cavalli di legno, lì dove un'ultima
goccia di fede è rimasta. Tanto, sembra voler dire, la beatificazione
e l'innalzamento agli onori degli altari non si nega a nessuno.
Tante grazie, NO. Preferisco una macedonia all'ungherese.
(Sincope Pensante,23 agosto 2015)

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