Ha ragione l’amico Pasqualino Foracappa, che punta il dito sulla mancanza di manifestazioni in Piazza del Popolo (come la Sagra delle sagre trasferitasi nel parcheggio del Centro commerciale) e per il fatto che si è “favorito solo le attività del lungomare fregandocene del resto del Paese”.
Solo che... pochi ne parlano e non ho visto nessuno andare in Comune a proporre un programma di eventi e di manifestazioni da svolgere all’interno dell’area urbana, in accordo e sintonia con le Istituzioni e le svariate Associazioni fiorite negli ultimi tempi come funghi e rimaste purtroppo con le braccia conserte.
La differenza sta tutta qui: sull'unione di chi opera sul territorio con proposte concrete e si fa ascoltare, alzando quando serve anche il volume della voce.
Altrimenti la storia ripete sempre lo stesso canovaccio: per due/tre mesi tutti sul lungomare ad abbeverarci alla fonte di chi sa meglio offrire servizi di ospitalità e placare l’invasione pendolare di una Val Vibrata ingorda e insaziabile o per tutti gli altri che vegetano per i restanti dieci mesi non resta che assistere alla morte per fame delle loro attività commerciali sparse sul resto del Paese.
Torno a ribadire un concetto già espresso in passato: Ho sempre ammirato la bellezza del territorio, il lungomare alberato, l’accoglienza raffinata, le maniere dolci degli operatori turistici… ma li ho visto anche lottare per offrire svago, riposo, vacanza e per mantenere la spiaggia… veramente d’argento.
Qui ho visto crescere una rete di alberghi, pensioni e villaggi turistici, qui ho visto creare uno sciame di ristorazione e d’intrattenimento, con il non facile compito di trovare una crescita d’affari estremamente difficile in concorrenza con altre località più note e rinomate.
Ma nella realtà li ho visto anche lottare per battere la concorrenza.
E d’altro canto invece, proprio adesso, se giro per le vie di Alba…adesso trovo un Paese devastato da zombi che si muovono solo di notte, un luogo desolato, un pianeta abbandonato per mostri alieni, un incubo della mente, un Paese devastato da una specie di spettri irreali, una desolazione senza scampo, una storia senza limite né fine, dove tutto si rincorre in una specie di vortice.
Auto, moto, bici, pedoni, mendicanti, ubriaconi, baldracche, spacciatori, vu cumprà, teppisti, straccioni, furfanti, strade rotte, sporcizia ovunque: insomma un caravanserraglio indicibile di fronte al quale mi chiedo se davvero questa era la civile Alba, ordinata e vivibile, immaginata dai nostri Padri.
Qui ho visto morire il settore della pelletteria ed oggi temo per le attività commerciali strozzate e soffocate dai nuovi centri commerciali.
Il peggio è che non ho visto nessuno protestare. Nessuno alzare la voce. Nessuno pensare idee, proporre soluzioni.
Ed oggi come albense sento un moto di rabbia e vorrei urlare agli spiriti più aperti, che hanno a cuore le sorti di questa nostra Alba, di ripensare e recuperare la voglia di agire buttata nel cassonetto come rifiuto senza valore. A coloro che pensano di chiudere le loro attività, di immaginare una stagione diversa, con le porte aperte al coraggio di Associazioni volenterose e di riconsegnare fiducia a un settore così importante del nostro Paese.
Possibilmente senza cordone sanitario imposto dalla cecità di taluni Amministratori, e da branche di strafottenti menefreghisti, compresi i tanto furbacchioni nostrani. zac
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