Quanti Giuseppe Bottazzi (il mitico Peppone) ci toccherebbe contare nella nostra comunità ?
Certo, non saranno pochi e ci rendono facile ricordare l'episodio della cercata benedizione del vescovo, da parte di Peppone eletto onorevole.
Ricorderanno in tanti, che il vescovo innanzi ad una scomunica pendente e non potendosi sbilanciare più di tanto, si limitò con osservante astuzia a chiedere a Dio di illuminare la mente, del povero figliolo onorevole, a lui astante, il quale con gli occhi pieni di lacrime, con voce sommessa e sorridendo esclamò: " Per me basta, Eccellenza !.....La causa si arrangi".
Ecco che di colpo torneremo ragazzi o forse ancora bambini, ci ritroveremo con il naso incollato allo schermo bianco e nero, delle vecchie televisioni, gusteremo ancora per una volta alla settimana, le divertenti scene tra Don Camillo (Fernandel) e Peppone (Gino Cervi), che in stretto politichese altro non era che la Chiesa contro il Comunismo.
Ancora e di colpo, non possiamo con certezza affermare che la storia non si ripete, basta osservare, udire e comprendere dagli atteggiamenti, che in tal senso, qualcosa si muove.
Affiorano convergenze strane e strategie strumentali, si ammicca con un sol occhio e i padri sono pronti a tradire i propri figli e le idee comuni e pronti alle unioni anche se geneticamente diversi tra loro. Si muovono di concerto con loro i soliti mungitori di salvaguardate posizioni protette, si agitano novelle associazioni strumentali, con l'intento di interferire sulle scelte del Palazzo di Città e collocare i propri interessi specifici sulla testa della maggioranza dei cittadini.
Ma questa volta, ci siamo noi, diranno che siamo in pochi, ma risponderemo che siamo certamente buoni. Spegneremo quanto occorrerà farlo il nostro computer e andremo tra gli albensi a viso scoperto e con coraggio a illustrare le nostre idee e a impegnarci nella ricostruzione della nostra città.
Siamo uomini liberi, moralmente inattaccabili e nessuno ci potrà mai tirare per la "Giacchetta".
Questa è la nostra sfida !
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