lunedì 31 agosto 2015

IL FUNERALE

Confesso che non sono riuscito un attimo a distogliere lo sguardo
dallo schermo televisivo, neppure si fosse trattato della prima del
Fidelio alla Scala. Uno spettacolo grandioso, fantasmagorico,
inarrivabile: carrozza, cavalli, gigantografia, folla partecipante e
commossa, elicottero, petali di rosa... Una coreografia da premio
Oscar! Ma non si trattava di un film. Era un funerale.
Il funerale di Vittorio Casamonica; un capo-clan, hanno tenuto a
precisare, colluso con la mafia, la 'ndrangheta e la banda della
Magliana; un ricchissimo industriale del crimine, insomma.
Si deve desumere che, se l'hanno detto in TV, chi-di-dovere,
di questo signore, conosca vita e miracoli; sappia ogni cosa del
malaffare, delle indebite ricchezze, del ruolo ricoperto.
Invece... E' sembrato come un fulmine a ciel sereno.
Tutti a chiedere cosa a chi. Il ministro dell'interno al prefetto,
il prefetto al questore, il questore ai carabinieri e ai vigili del
fuoco, il Sindaco ai Vigili, l'inquilino all'usciere, l'ENAC all'ENAC...
Inchieste interrogazioni relazioni...
Stava andando in onda, ahinoi! un altro funerale: quello dello
Stato. E ancora...
Sulla malsana torta, la solita ciliegina, il solito capolavoro dei
reggitor-di-microfoni! Non sono andati, costoro, a chiedere
ragioni al capo del governo, al ministro dell'interno, all'antimafia,
al prefetto, al questore, al sindaco, ai responsabili delle forze di
sicurezza... No. Sono andati a interrogare il parroco, il prete
che ha officiato la cerimonia, il medico delle anime... In verità,
ricorderete, anche a Cristo taluni chiesero come mai stesse con
i malfattori, le puttane e le pecore smarrite. Furono gli scribi e i
farisei. Appunto.
(Sincope Pensante, 21 agosto 2015)


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