giovedì 6 agosto 2015

IN DIFESA DELLE SPIAGGE LIBERE DI ALBA ADRIATICA

E’ del tutto evidente che un paese che voglia raggiungere degli ottimali livelli di vivibilità debba garantire e promuovere lo sviluppo delle attività produttive quale risorsa e motore dello sviluppo economico.
E’ anche vero altresì che l’innalzamento degli standard di qualità della vita di un paese sono determinati in maniera molto significativa dai servizi pubblici destinati al benessere della cittadinanza quali ad esempio: la pulizia e la cura del decoro urbano, la creazione e la tutela di spazi di socializzazione per bambini ed anziani, l’organizzazione delle aree della scuola pubblica, la creazione l’ampliamento e la manutenzione di spazi verdi pubblici, la tutela e la pulizia delle spiagge ad accesso libero, la tutela della salubrità delle acque del nostro mare e del nostro fiume ecc. ecc.
Tale premessa per dire che riguardo tutti questi temi l’amministrazione Piccioni ha già mostrato carenze gravissime ed irrecuperabili.
In merito alla problematica della concessione dell’ampliamento degli arenili ad alcune attività balneari del paese con conseguente riduzione delle spiagge libere destinate ai cittadini si resta veramente con l’amaro in bocca.
Innanzitutto ci preme ricordare che la riduzione e in alcuni casi l’annullamento delle spiagge libere destinate ai cittadini è stata determinata dalla Giunta Piccioni senza nessun confronto pubblico e senza alcuna discussione preventiva. Ci preme inoltre rimarcare che le spiagge libere non sono aree di proprietà di codesta Giunta o di esclusivo utilizzo dell’Amministrazione (eletta con circa il 27% dei voti ricordiamolo) ma sono spazi liberi destinati al benessere della cittadinanza e quindi sarebbe stato oltremodo opportuno sentire anche l’opinione dei cittadini albensi riguardo tale problematica.
Con enorme stupore dobbiamo far notare inoltre che l’azione dell’Amministrazione nell’applicazione della Legge Regionale sull’ampliamento degli arenili (PDM) tradisce completamente lo spirito della Legge stessa.
Infatti era volontà della Regione Abruzzo, al fine di ristabilire pari opportunità di lavoro tra strutture balneari colpite dall’erosione e strutture balneari al riparo dall’erosione, emanare una Legge utile a ripristinare l’equilibrio originario attraverso l’ampliamento di arenili erosi ove possibile.
Al contrario l’applicazione del Piano Regionale Demaniale – L.R.141 presso il Comune di Alba Adriatica ha sortito un assurdo e dannoso effetto contrario.
Gli stabilimenti balneari maggiormente colpiti (zona Nord) e già da tempo fortemente penalizzati e marginalizzati, non hanno potuto avere alcun accesso ai benefici ed addirittura oggi, a seguito degli ampliamenti concessi ad altre attività in condizioni migliori, vedono aumentare drasticamente il divario tra le opportunità di lavoro relative alla zona nord e quelle del resto della cittadina.
Se poi pensiamo che tutta l’operazione è stata compiuta attraverso l’eliminazione di spiagge libere operata ai danni dei cittadini che ne erano i diretti beneficiari, possiamo affermare che questa operazione non rende giustizia a nessuno e soddisfa solo le necessità di pochi imprenditori: è tornata nuovamente in campo la politica dell’iniquità e della parzialità.
L’ennesima ferita nel tessuto sociale del paese è stata inferta da questa minoranza al governo della città (ribadiamo 27% dei voti) che sembra recitare più il ruolo del tifoso accanito che non quello dell’amministratore super partes e consapevole del suo ruolo equidistante.
Ci poniamo allora una domanda: era possibile agire diversamente individuando altri sistemi di tutela per agevolare le imprese turistiche più svantaggiate e nel contempo preservare le spiagge libere? Poteva essere utile ad esempio l’utilizzo della leva fiscale e delle politiche di ripascimento?
Crediamo di si e nei prossimi giorni parleremo di questo cercando di individuare una delle via d’uscita da questo nuovo caos determinato dall’incompetenza dall’Amministrazione Piccioni.

da Alba Rinascita


Nessun commento:

Posta un commento