lunedì 15 ottobre 2012

SOTTO L’ALBERO


 
Cosa dire, cosa consigliare alla fine di un’estate così difficile come quella che non solo gli italiani stanno vivendo, ma tanti abitanti del pianeta, afflitti dallo spettro della recessione, della disoccupazione, sospesi sul baratro della miseria e della disperazione, senza prospettiva nel presente e senza speranza nel futuro ?

Credo che nei momenti di difficile convivenza con la realtà, quando questa ci appare avversa alla nostra felicità, una buona iniezione di immaginazione sia utile. La mente ha bisogno di ricrearsi, sospendendo la realtà almeno nella fantasia, questa grande finestra aperta sull’altrove, nello spazio e nel tempo.

Perché solo così la mente potrà ritrovare la forza di rituffarcisi, arricchita da una coscienza preziosa: nessuna realtà è definitiva e finale, ma tutte sono periodiche e transitorie.

La Storia è là a soccorrerci, con la serie dei suoi momenti di crisi più acuta, la caduta dell’Impero , le occupazioni barbariche, la peste nera, le guerre di religione, di successione, le rivoluzioni francese e il terrore, la restaurazione, il ’48 europeo, due guerre mondiali, il nazismo e il comunismo....Siamo usciti sempre più forti.

Comincerei consigliando una delle scorribande più surreali di quanto bambino nel mondo delle favole chiudevamo gli occhi, ripassando una sapiente tradizione, tutta italiana, adatta a quei bambini diventati grandi che siamo tutti noi.

Una delle evasioni più divertenti, a qualsiasi età, sta nel perforare lo spazio e inoltrarsi in voli pindarici fra Occidente e Oriente, fra latitudini diverse del pensiero e del sentire, tra orbite culturali differenti, che ci restituisce una geniale sintesi del mondo diviso dall’economia e dalla sorte: quanta fortuna nel confronto dei mondi ! Quanto sollievo !

Per questi pochi giorni che mancano alla fine dell’estate sognare in modo spinto, senza freni, una vita senza tempo, incarnando un avatar dei desideri, una “second life” delle possibilità, una allegorica e allettante condizione umana fuori dal tempo, senza fasi di vacche grasse e fasi di vacche magre.

Ora che sei salito sull’albero della incarnazione virtuale, non so se sei pronto a scendere, a ritornare nel tuo mondo e alle radici che ti legano alla terra. Sarà dura. Ma devi farlo.

Non puoi fermare il tempo. Niente lifting. E tanta sincerità.

Non abbassare mai le braccia. Andare avanti sempre. E tanta volontà.

Non abbassare mai la saracinesca della vergogna. Respira aria pulita. E tanta onestà.

Sotto l’albero a respirare umanità. Insieme agli altri a combattere per il lavoro e la libertà. zac

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