lunedì 15 ottobre 2012

MENTRE GLI ALTRI SI SPARTIVANO BUSTARELLE

Inizio nel precisare che sin a quando i miei amici fascisti sono stati fuori dal cosiddetto “arco costituzionale” non hanno mai partecipato a nessun banchetto di tangenti, e di ruberie, né di spartizione di nessuna torta che invece si son pappati tutti i partiti della 1^ e della 2^ repubblica, tutti indistintamente di maggioranza e di opposizione, al potere centrale e in periferia, col sole o con la pioggia, come i ladri di Pisa nemici di giorno e amici di merende la notte. Anzi aggiungo che con a capo Almirante la politica del doppiopetto veniva rigorosamente applicata proprio in virtù del senso di onestà  degli uomini di area e di riconoscimento morale della Politica della destra.

Infatti mentre gli altri si spartivano bustarelle e prebende di ogni genere, noi venivamo additati come fascisti, lì nell’angolo, con sputi e calci.

Mentre il sottobosco politico di ogni razza gonfiavano il proprio portafoglio e posavano il loro culo su poltrone luccicanti, a noi “carogne” ci toccava le fogne e le bombe.

Noi partivamo a 21 anni a fare il militare, la mattina presto la ricerca del lavoro, la sera tardi la via del letto; Noi ci alzavamo ad aprir bottega, con i soldi... a pagar le bollette, senza... a chieder mutui o prestiti da usura; Noi con i libri in mano a faticar d’ingegno, magari facendo sega, ma quanti pianti per arrivar in fondo magari a 30 anni; Noi salivamo sul bus con la valigia di cartone, a trovar fortuna col cuore in mano, e ci mettevamo l’anima per aver cipolla e pane.

Noi siam cani e carogne, psicopatici e fuor di testa, mistificatori e fascisti, vergogna e feccia. Ma mai ci siam sognati di prestare il fianco e il tergo a questa politica di intrallazzatori e voltagabbana. A iniziare proprio da certi personaggi e colonnelli che nella destra post Almirante hanno trovato prebende e carriere di comodo. Non ci siam mica allontanati con “Risveglio albense” per arroganza e presunzione, ma per la diversità di comportamento della base territoriale, di metodo e direi di gusto morale e sociale. A riprova di questo ti invito a rileggere attentamente i post di Facebook e il linguaggio sferzante nei confronti di Fini & company, del PdL e del suo mentore Paperone. Pur tuttavia, il nostro recinto di riferimento rimane il centrodestra e su questa strada continuiamo ad andare avanti con la virile caparbietà e capacità di contrasto a quanto di più dannoso per la società in cui operiamo.

Permettimi anche di ridere (per non piangere) dei negativi risvolti che coinvolgono il Pd e quanti hanno professato sino a ieri la diversità morale, già intaccata 20 anni fa da tal Greganti e oggi da questo Pennati. Ma da sempre è la storia ripetuta e corretta di malaffare amministrativo, di cui siamo stanchi tutti da destra a sinistra. E sinché non si cambia classe politica sinché non imponiamo rotazione, sinché non avremo “gente perbene” impegnata in politica, come giustamente reclama Renzi da Firenze, le cose ad Alba o a Roma non cambieranno mai.

Noi continueremo a litigare tra noi, mentre il vero nemico si fa due risate alle nostre spalle e continua le sue malefatte insieme ai suoi soci di affari e ai cani di professione che aspettano che gli venga lanciato un osso per non abbaiare.

Nessun commento:

Posta un commento