Il termine più abusato degli ultimi tempi è la parola "Razzismo".
Negli anni in cui imperava l'ideologia, (quella specie di panzanata tanto cara al potere, perchè capace di distogliere l'attenzione del popolo dalle grandi manovre e, al contempo, farlo sentire partecipe con quisquiglie dialettiche, quando non intrise di violenza), se poco poco andavi fuori binario, ti davano del fascista.
E non era un'esclusiva del terz'ordine, più o meno pensante. Si è beccato l'epiteto di fascista anche Francesco Cossiga, una delle più squisite personalità di questo incompiuto paese, nonché Presidente della Repubblica.
Al tempo andava di moda essere comunista. E come spesso accade nel campo della moda vera, chi non indossava l'abito rosso veniva considerato un pezzente, un diverso, un fascista appunto.
Sappiamo com'è andata a finire. Simile alle parole raccolte nella nuvoletta di una tavola di un fumetto: liquefatte nella tavola successiva. Tanto che a volte, provando a comparare quel periodo con quello attuale, addivengo, con un certo sarcasmo, a considerare l'appellativo di fascista un piacevole complimento. Ma tant'è.
Oggidì, l'epiteto in moda è "razzista".
- Non approvi che qualcuno si introduca a casa tua per rubare? Sei un razzista!
- Analizzi che la maggior parte dei crimini siano perpetrati da soggetti di origine slava? Sei un razzista!
- Lamenti l'invasione incontrollata e pericolosa? Se un razzista!
- Denunci lo spropositato sperpero di danaro pubblico sulla sponda dell'invasione? Sei un razzista!
- Sostieni che l'euro e la burocrazia europea siano una iattura? Sei un razzista!
- Fai notare che il governo sia solo la conseguenza dell'incubo onorico avuto da un Presidente che sognava di essere un monarca? Sei un razzista!
- Non ci stai a poterti difendere solo quando lo sciagurato di turno ti avrà sparato? Sei un razzista!
- Lamenti paura e terrore, insicurezza e mancanza di protezione? Sei un razzista!
- Non ti va di essere considerato colpevole fino a prova contraria? Sei un razzista!
- Confessi di essere un semplice eterosessuale? Sei un razzista!
- Reclami il vincolo di mandato? Sei un razzista!
- Vorresti andare a votare, diminuire il costo della burocrazia, spazzare definitivamente il sempiterno redivivo finanziamento dei partiti? Sei un razzista!
- Non sei ancora razzista? Sei un razzista!
Per la verità non sono mai stato oggetto di qualifiche di sorta; sono troppo cinico per espormi ad etichettature. Anche se, lo confesso, accetterei volentieri la qualifica di anarchico; quando fine a se stessa, intendo; che inglobi il diritto e la rivendicazione di libertà assoluta dell'individuo nell'ambito del proprio cerchio, e al contempo il rispetto incondizionato dei diritti e delle rivendicazioni di tutti gli altri individui.
In una parola: non rompo, non mi rompete; fate e pensate ciò che volete purché non mi diate fastidio, faccio e penso ciò che voglio senza darvi fastidio. L'eventuale e, lo richiede la definizione stessa dell'essere umano, necessaria invasione dell'altro cerchio da parte dell'uno, è in totale dipendenza dell'assenso del soggetto che nel cerchio sta; in caso diverso si dovrà parlare di violenza.
La violenza, a sua volta, porterà ribellione, ulteriore violenza e quanto di peggio esuli dalla ragione.
E dunque, evviva il libero pensiero! La coscienza dell'esistere, la sorgente della creatività e della scoperta, il sigillo della bellezza.
Ma, attenzione, a questi frutti non si addiviene con l'abulìa, la castrazione mentale, la passiva ricezione o il neutro imbonimento; occorrono esercizi di consapevolezza e di presa di coscienza che coinvolgano necessariamente il proprio intelletto.
Nel caso in questione, risulta quantomeno elementare addivenire a ritenere che l'aspetto più strabiliante dello scenario sopra descritto meriti di essere incorniciato, pur semplice ed amara considerazione.
E dunque... Coloro che oggi ti etichettano di razzista, sono gli stessi, (non ci si lasci ingannare da pseudonimi o siglette di convenienza), o i discendenti imboniti di coloro che ieri ti apostrofavano con l'epiteto di fascista. E tutto ciò non è quantomeno strano? Mi sovviene il dubbio che i veri razzisti siano loro, autentici distruttori della ragione e del libero pensiero.
Resto in attesa della tavola successiva di questo infame fumetto.
(Sincope Pensante, 2 febbraio 2016)

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