(Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera dell'ex Assessore al Turismo Giorgio Morganti riguardo le polemiche emerse nei giorni scorsi a seguito delle difficoltà finanziarie e organizzative del carnevale estivo.
Nei prossimi giorni anche Alba Rinascità fara le proprie riflessioni sul caso)
In questi giorni trova spazio sulla stampa la discussione inerente il carnevale estivo albense.
Quasi in sordina, le associazioni lamentano carenze di fondi per la messa in piedi dell'evento nella prossima stagione estiva.
Io, dal canto mio, avendolo organizzato (unitamente ai miei colleghi dell'epoca) mi sento in diritto/dovere di dire la mia sull'argomento.
Questo sacrosanto diritto/dovere deriva anche dal fatto che allora la macchina del fango me ne gettò talmente tanto addosso come non era mai successo prima nella storia di Alba.
Mi si accusava di sperpero di danaro pubblico, di aver scialacquato le risorse del popolo per fare festicciole e sfilate. Chi ha la memoria un po' lunghetta non avrà alcuna difficoltà a ricordare ciò. Articoli di giornale, volantini anonimi, sparate in Consiglio Comunale, chiacchiere nei bar e capannelli nelle piazze. Tutto era lecito quando si trattava di denigrare l'operato dell'allora assessore al turismo.
Naturalmente ne è passata tanta d'acqua sotto i ponti e a distanza di circa 10 anni dalla mia gestione, scopro che gli stessi che criticavano il mio operato all'epoca e che si proposero, alla caduta dell'Amministrazione Caserta, di organizzare essi stessi il carnevale estivo albense per far risparmiare soldi pubblici all'Ente, nel corso degli anni hanno addirittura raddoppiato le spese. Che dico raddoppiate? Sento parlare di contributi di oltre 20 mila euro provenienti dalle casse comunali che non basterebbero, quando NOI, NEL 2005, LO REALIZZAMMO CON 12 MILA EURO senza peraltro gestire i mercatini (cosa che loro hanno fatto) e con 8 carri invece che 6.
Sento parlare di cifre complessive che sfiorano le 50 mila euro (e addirittura forse le superano).
Ma stiamo scherzando?
Se in tempi di opulenza l'evento, complessivamente, veniva a costare circa 20 mila euro, come fa oggi, in tempi di crisi dove la deflazione ha causato un generale e oggettivo abbassamento dei prezzi oramai in tutti i settori, a costare quasi tre volte tanto?
Qualcuno non del settore obietterà che forse sia cresciuta la qualità o la risonanza che tale evento ha avuto nel corso degli anni. Nulla di più falso. Se nel 2007 l'associazione ha potuto ricalcare la falsa riga tracciata dalla nostra gestione proponendo un carnevale simile a quello organizzato da noi (la brutta copia), man mano s'è andati sempre più digradando verso il basso, trasformando una manifestazione ordinata e puntuale, col rigido rispetto della scaletta e degli orari, in una sfilata con soste a comando e conseguenti colpevoli ritardi nel passaggio dei carri sulla zona nord.
Nessun operatore serio o esperto del settore oserà mai paragonare i carnevali estivi degli anni 2005 e 2006 con quelli successivi (né tantomeno i precedenti). L'evento, sino a allora fine a se stesso e consistente in un baccanale, fu trasformato in un qualcosa di ordinato, con tanto di madrina e personaggi dello spettacolo di caratura nazionale, cosa che fino a allora non si era mai verificata (la paternità di queste trasformazioni la rivendico tutta).
Per la prima volta fu dato risalto non soltanto sui media locali, ma il nome di Alba, con la scusa del carnevale estivo, fu veicolato dalle Alpi alla Sicilia su tutti i tg nazionali.
Arrivarono i gemellaggi (gratuiti) coi carnevali di Cento, Putignano, Viareggio. Ecco la verità sulle polemiche strumentali di quegli anni. Parlano gli atti. Il resto è fuffa.
E' ovvio che all'interno dell'associazione qualcosa non funzioni. In mezzo all'Albamici ci sono persone volenterose, capaci e disinteressate. Sono queste le risorse che vanno impiegate. Non posso però dire la stessa cosa della dirigenza, perché se non bastano 50 mila euro per realizzare un evento che dovrebbe costare la metà più o meno, significa che qualcosa a livello organizzativo non funziona.
Quasi in sordina, le associazioni lamentano carenze di fondi per la messa in piedi dell'evento nella prossima stagione estiva.
Io, dal canto mio, avendolo organizzato (unitamente ai miei colleghi dell'epoca) mi sento in diritto/dovere di dire la mia sull'argomento.
Questo sacrosanto diritto/dovere deriva anche dal fatto che allora la macchina del fango me ne gettò talmente tanto addosso come non era mai successo prima nella storia di Alba.
Mi si accusava di sperpero di danaro pubblico, di aver scialacquato le risorse del popolo per fare festicciole e sfilate. Chi ha la memoria un po' lunghetta non avrà alcuna difficoltà a ricordare ciò. Articoli di giornale, volantini anonimi, sparate in Consiglio Comunale, chiacchiere nei bar e capannelli nelle piazze. Tutto era lecito quando si trattava di denigrare l'operato dell'allora assessore al turismo.
Naturalmente ne è passata tanta d'acqua sotto i ponti e a distanza di circa 10 anni dalla mia gestione, scopro che gli stessi che criticavano il mio operato all'epoca e che si proposero, alla caduta dell'Amministrazione Caserta, di organizzare essi stessi il carnevale estivo albense per far risparmiare soldi pubblici all'Ente, nel corso degli anni hanno addirittura raddoppiato le spese. Che dico raddoppiate? Sento parlare di contributi di oltre 20 mila euro provenienti dalle casse comunali che non basterebbero, quando NOI, NEL 2005, LO REALIZZAMMO CON 12 MILA EURO senza peraltro gestire i mercatini (cosa che loro hanno fatto) e con 8 carri invece che 6.
Sento parlare di cifre complessive che sfiorano le 50 mila euro (e addirittura forse le superano).
Ma stiamo scherzando?
Se in tempi di opulenza l'evento, complessivamente, veniva a costare circa 20 mila euro, come fa oggi, in tempi di crisi dove la deflazione ha causato un generale e oggettivo abbassamento dei prezzi oramai in tutti i settori, a costare quasi tre volte tanto?
Qualcuno non del settore obietterà che forse sia cresciuta la qualità o la risonanza che tale evento ha avuto nel corso degli anni. Nulla di più falso. Se nel 2007 l'associazione ha potuto ricalcare la falsa riga tracciata dalla nostra gestione proponendo un carnevale simile a quello organizzato da noi (la brutta copia), man mano s'è andati sempre più digradando verso il basso, trasformando una manifestazione ordinata e puntuale, col rigido rispetto della scaletta e degli orari, in una sfilata con soste a comando e conseguenti colpevoli ritardi nel passaggio dei carri sulla zona nord.
Nessun operatore serio o esperto del settore oserà mai paragonare i carnevali estivi degli anni 2005 e 2006 con quelli successivi (né tantomeno i precedenti). L'evento, sino a allora fine a se stesso e consistente in un baccanale, fu trasformato in un qualcosa di ordinato, con tanto di madrina e personaggi dello spettacolo di caratura nazionale, cosa che fino a allora non si era mai verificata (la paternità di queste trasformazioni la rivendico tutta).
Per la prima volta fu dato risalto non soltanto sui media locali, ma il nome di Alba, con la scusa del carnevale estivo, fu veicolato dalle Alpi alla Sicilia su tutti i tg nazionali.
Arrivarono i gemellaggi (gratuiti) coi carnevali di Cento, Putignano, Viareggio. Ecco la verità sulle polemiche strumentali di quegli anni. Parlano gli atti. Il resto è fuffa.
E' ovvio che all'interno dell'associazione qualcosa non funzioni. In mezzo all'Albamici ci sono persone volenterose, capaci e disinteressate. Sono queste le risorse che vanno impiegate. Non posso però dire la stessa cosa della dirigenza, perché se non bastano 50 mila euro per realizzare un evento che dovrebbe costare la metà più o meno, significa che qualcosa a livello organizzativo non funziona.
Giorgio Morganti
ex Assessore al Turismo del Comune di Alba Adriatica
ex Assessore al Turismo del Comune di Alba Adriatica

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