giovedì 18 febbraio 2016

HA IN MENTE QUALCOS'ALTRO?

(Lettera aperta al Presidente Silvio Berlusconi)
Premetto col dirLe che non L'ho mai votata. Non fraintenda, non sono di sinistra. Sono un bastardo e cinico anarchico, al tempo simpatizzante di Giorgio Almirante. E dunque, un cinico anarchico di destra, l'esatta definizione. Per la verità, un paio di volte ho crociato per la Sua coalizione; mi stuzzicava la figura di Pinuccio Tatarella; in seguito, non più. Ho evitato, perlomeno, di prendermi a sputazzi ogni qual volta mi sarei ritrovato uno specchio dinnanzi. Odio mettere la croce, alla maniera degli analfabeti; senza i testimoni, per giunta, come prassi richiede. Inoltre...
Non mi piacciono le ammucchiate (sanno di compromesso), non mi piacciono i distinguo (sanno di incertezza), non mi piacciono le forzature (sanno di ipocrisia), non mi piacciono le giustificazioni (puzzano di impotenza). 
Avrei voluto: una spallata alle ingiustizie, un fisco più equo, una serena ridistribuzione degli utili, una giustizia che non mi consideri colpevole fino a prova contraria, una riconosciuta considerazione dei meriti, una scuola rigida e rispettosa dei ruoli, ordine e diligenza, l'eliminazione degli enti inutili, un controllo adeguato del deplorevole costo dell'euro, una maggiore resistenza alla volontà dei buracrati europei, il salvataggio ad ogni modo di Gheddafi in barba al poco velato interesse anglo-francese, una legge elettorale che contenesse alfine il maledetto vincolo di mandato; e ancora, la cultura, Cavaliere o Cavaliere del gran rifiuto, la luce della cultura, o, perlomeno, l'affognamento in qualche modo del piattume di cui gran parte della società si ciba.
Vede, la Sua discesa in campo, per dirla alla maniera che più Le piace, era apparsa a molti un'ancora di salvezza contro il fantasma minaccioso della sinistra. Di Pietro et Co. avevano menato solo da una parte; per Occhetto e compagni l'autostrada non presentava ostacoli, ma... eruttò. Il popolo scelse Lei. Di nuovo, per un secondo mandato; ancora, per un terzo... 
Il risultato? Questi vent'anni e più, sono serviti solo alla sinistra; che ora è più forte; imbattibile, direi; padrona assoluta della nazione. E ciò lo si deve non solo all'uso costante, talvolta spregiudicato, degli antichi metodi di sovietica memoria (il discredito, la calunnia, la farsa della pericolosità dell'avversario), ma soprattutto al Suo agire-non agire, un amletico dubbio che ha rasentato il ridicolo e il tragico allo stesso tempo: l' azzeramento della destra.
Sovrastato da Scalfaro, menato per ben due volte da Mortadella, soggiogato da Dini, deriso dalla Merkel e da Sarkozy, annichilito da Napolitano, rimbecillito da Monti, tradito in ordine da Bossi Casini e Fini, succube di consigliori più che di consiglieri, spiato inquisito condannato, imbavagliato da Renzi... In vece Sua avrei scatenato un putiferio: assoldato un esercito di mercenari, disintegrato palazzi, bombardato Parigi e Berlino, invaso la Papuasia. Avrei evirato tutti i traditori e, soprattutto, avrei distrutto Mediaset, la principale responsabile del generale appiattimento: programmi al limite della decenza intellettuale, sempre gli stessi e costantemente in replica, sceneggiati chilometrici, films di terza categoria, scoop e pettegolezzi su scopate e tradimenti di personaggi insignificanti e incapaci. Di contro, mai un'opera lirica, una pièce teatrale degna di questo nome, un concerto sinfonico... 
Non si lamenti pertanto dell'assenteismo, in luogo di votazioni. I suoi elettori, in balìa ormai dell'inutile dell'insipiente dell'abulico, sono anch'essi bombati dell'amletico agire-non agire.
Prima di concludere, mi perdoni, in qualità di tifoso dell'A.C.Milan, avrei da farLe un significativo memorandum: i calciatori non sono come le donzellette, le paghi e un buco, male che vada, lo si trova sempre. I calciatori possono essere capaci o meno capaci. Così Lei, negli ultimi tempi, ha continuato a comprare...
E dunque, dopo aver distrutto la Destra, rimbecillito il popolo, deluso i tifosi, consegnato l'Italia alla sinistra,... ha in mente qualcos'altro?
(Sincope Pensante, 18 gennaio 2016)

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