Il senso di
smarrimento vissuto dai cittadini albensi (pochi o tanti che siano tradizionali
elettori di destra e specie in prossimità dell’elezione comunale) non sfugge agli
occhi puntati verso un orizzonte segnato da futuri schemi, formule di unioni
ampie e convergenti, capaci di aprire nuovi scenari politici, favorire una
crescita sostanzialmente moderna e un’offerta basata sulle esigenze delle
persone più in difficoltà.
Sbaglia chi
continua ad appiccicare a questi nuovi scenari delle etichette non più
vendibili, valevoli forse quarant’anni fa, sbaglia oggi chi vede nei partiti e
nei movimenti di destra un fenomeno riconducibile solamente all’area fascista.
Dietro la
credenza che la destra sia un’accozzaglia di persone incapaci di comprendere le
evoluzioni nel presente e il loro significato, tradotto nel futuro, a rimanere
al palo in una antiquata memoria, sta lo scenario oggi vissuto dalla destra
albense, goffamente ferma, insensibile ed incapace.
Serve una
forza sapientemente capace di capire il malcontento di molti amici riconducibili
all’area di destra e potrei raccontarne lo smarrimento, pronti ad andare con le
proprie gambe e pienamente capaci di mostrare fedeltà e valori, ma spinti e lasciati
delusi ad accaparrarsi candidature e consensi in nuove aree storicamente
avverse.
Vedremo se in
futuro qualcuno più capace riuscirà a cambiare le carte in tavola, regalandoci
un partito pronto a mostrare gli artigli del passato, la modernità sul presente
e l’orgoglio nel futuro. zac
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