La cartolina, il cuore economico, il luogo più noto, conosciuto e frequentato del paese di Alba Adriatica è di certo il Lungomare Marconi: un’ampia doppia pista alberata sul mare ammirata in 40 anni dai cittadini e da tantissimi turisti.
Ancora oggi per un assurdo destino, seppur offeso dal degrado, schiacciato dall’incuria e mutilato dalla cancrena mortifera della malattia delle palme, lo stesso lungomare per opposti motivi continua suo malgrado ad incarnare l’immagine evocativa dello stato delle cose nella nostra cittadina.
Ancora oggi per un assurdo destino, seppur offeso dal degrado, schiacciato dall’incuria e mutilato dalla cancrena mortifera della malattia delle palme, lo stesso lungomare per opposti motivi continua suo malgrado ad incarnare l’immagine evocativa dello stato delle cose nella nostra cittadina.
Infatti, esaurito un lungo periodo di splendore, il Lungomare di Alba Adriatica oggi sembra destinato a rappresentare l’effige della decadenza e della difficoltà di un paese che non riesce a riprogrammarsi; della vacuità di una classe politica che nel suo complesso non è riuscita ad individuare alcun percorso di ammodernamento e di riqualificazione del paese.
Un black-out ventennale continua a tenere al buio una città ormai privata della facoltà di gettare uno sguardo sull’orizzonte del futuro.
Un black-out ventennale continua a tenere al buio una città ormai privata della facoltà di gettare uno sguardo sull’orizzonte del futuro.
Una ulteriore prova di questa inconsistenza e mancanza di prospettiva è rappresentata in questi giorni dalla grave assenza di discussione e di confronto su un tema fondamentale come quello della riprogettazione del Lungomare.
Infatti, poiché irrimediabilmente compromesse, si procederà alla sostituzione delle palme, specie arborea cardine dell’arredo urbano marino albense e forma identificativa dei luoghi turistici della città.
Infatti, poiché irrimediabilmente compromesse, si procederà alla sostituzione delle palme, specie arborea cardine dell’arredo urbano marino albense e forma identificativa dei luoghi turistici della città.
Cambierà radicalmente l’immagine-simbolo del paese.
Nessuno, nonostante il compito sia di grande responsabilità, ha avvertito la necessità di mettersi in moto e reperire idee innovative e valutazioni generali capaci di garantire al paese una completa riqualificazione dell’area.
Nessuno si è sentito in dovere di interpellare i migliori esperti della progettazione e dell’arredo urbano per vagliare attentamente un intervento di recupero straordinario e aprire il progetto-lungomare ad una visione futura.
Mentre nei limitrofi paesi costieri simili azioni di riqualificazione investono energie, risorse e studi con ottimi risultati, ad Alba Adriatica non è stato conferito alcun incarico specifico; sarà semplicemente l’ufficio manutentivo a dedicarsi alla sostituzione delle palme ricorrendo alla regola più elementare possibile: “tolgo una pianta… metto una pianta”.
Ancora una volta assisteremo ad un intervento precario, parziale e incompleto, che rinnoverà la pessima consuetudine di avanzare al buio senza un’idea generale di riferimento e di sviluppo.
Nessuno si è sentito in dovere di interpellare i migliori esperti della progettazione e dell’arredo urbano per vagliare attentamente un intervento di recupero straordinario e aprire il progetto-lungomare ad una visione futura.
Mentre nei limitrofi paesi costieri simili azioni di riqualificazione investono energie, risorse e studi con ottimi risultati, ad Alba Adriatica non è stato conferito alcun incarico specifico; sarà semplicemente l’ufficio manutentivo a dedicarsi alla sostituzione delle palme ricorrendo alla regola più elementare possibile: “tolgo una pianta… metto una pianta”.
Ancora una volta assisteremo ad un intervento precario, parziale e incompleto, che rinnoverà la pessima consuetudine di avanzare al buio senza un’idea generale di riferimento e di sviluppo.
Dove sono le voci della società civile a protestare contro l’ennesimo episodio di incapacità di programmazione, contro la continua latitanza delle idee di rinnovamento e di prospettiva?
Dov’è la voce di una classe politica avvitata su se stessa ed incapace di uscire dal circolo vizioso dell’inutilità e di evitare uno scempio già annunciato?
Persino il modello e lo spirito fondante del turismo albense, nato con la lezione di modernità e di coraggio che il sindaco Fracassa seppe fornire al paese imponendo una visione di sviluppo radicale, chiara e lungimirante, sembrano oggi essere smarriti.
Dov’è la voce di una classe politica avvitata su se stessa ed incapace di uscire dal circolo vizioso dell’inutilità e di evitare uno scempio già annunciato?
Persino il modello e lo spirito fondante del turismo albense, nato con la lezione di modernità e di coraggio che il sindaco Fracassa seppe fornire al paese imponendo una visione di sviluppo radicale, chiara e lungimirante, sembrano oggi essere smarriti.
Liberarsi di questo clima di lassismo e di vacuità appare ormai un imperativo per quanti vogliono restare in contatto con qualsiasi idea di crescita del paese.
Siano le eccellenze, le nuove forze, i volenterosi a prendere in mano la riprogettazione di Alba Adriatica e a determinare le linee guida del futuro albense.
Siano le energie del rinnovamento a prendere la parola.
Rigettiamo con decisione questa classe politica inadatta, inattuale e sorpassata.
Non sia l’inadeguatezza dei vecchi a seppellire il futuro dei giovani.
Siano le eccellenze, le nuove forze, i volenterosi a prendere in mano la riprogettazione di Alba Adriatica e a determinare le linee guida del futuro albense.
Siano le energie del rinnovamento a prendere la parola.
Rigettiamo con decisione questa classe politica inadatta, inattuale e sorpassata.
Non sia l’inadeguatezza dei vecchi a seppellire il futuro dei giovani.
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