lunedì 18 gennaio 2016

INVISIBILE RESTA LA SPERANZA

Che buio feroce. Che avvilimento cronico. L’enorme carro funebre del vecchio 2015 finalmente lascia questa nostra piccola città portando via con sé il contenitore delle somme tragedie umane e quello delle somme farse sociali.
E dunque ora che siamo ad inizio gennaio, e pertanto apparecchiando il tavolo delle aspettative per il 2016, l'augurio da porgere è quello che tanta pochezza resti nel passato, e non torni a palesarsi nei mesi a venire. Nel senso che la domanda chiave, adesso, corre in direzione opposta, e consiste nell'interrogarsi su cosa si spera con tutta l'anima di non rivedere nella stagione entrante.
D'altronde un tempo antico e da un pezzo svanito nel nulla, si usava scrivere sul meglio in arrivo. Usanza che oggi induce al sorriso e alla consapevolezza che la necessità è mutata.
Va detto che la risposta è senz’altro elementare. Se il 2015 non è stato soltanto il funerale della politica e del buongusto di “cleaning the panther”( cioè “smacchiare il giaguaro”), ma è stato anche il crollo dell'ultimo mattone di un muro di convivenza in malefatte e imbrogli a tutti i livelli istituzionali, speriamo di non patire nel 2016 un maremoto di retorica bugiarda dietro cui si nasconde il Pavone locale pur di restare a galla. A qualsiasi costo. E con qualunque formula e artificio.
Le nuvole, quasi a voler incupire l’atmosfera e appesantirla di grigio, coprono il cielo di questo nuovo anno sin dopo l’alba. Noi di Risveglio Albense siamo qui armati di penne, fucile ed occhiali (visto che anche la neve, a questo punto, è utopia) pronti a tuffarci nel 2016, nella speranza di non rivedere più il Pavone in sfilata per la città, e che intanto il bambinello ci sorrida nel presepe accanto.
Invisibile resta la speranza dentro ogni persona.
Non è inutile sperare che il Meglio trionfi, o perlomeno che il Peggio si faccia da parte. zac

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