Sappiamo ormai tutti che per vincere un concorso e assicurarsi un posto di lavoro, si spera a tempo indeterminato e ben retribuito, concorrano due fattori: il merito o la raccomandazione. I due elementi non vanno necessariamente a braccetto. Anzi, nella maggior parte dei casi la raccomandazione soverchia sempre la qualità e il merito, e non importa un fico secco a nessuno se in bocca ai trombati restino bricciole di rabbia e di amaro. Il merito non si accoppia mai con le "amicizie giuste", né tantomeno con il fascino e il potere che sortano dal rigonfiore del portamonete.
La nuova legge elettorale, la denominata "Rosatellum" per via del nome del suo ideatore Ettore Rosato (Attenzione! titolo di studio: Diploma di Ragioniere), è per certi aspetti il prototipo, l'esempio più calzante per capire cosa sia una raccomandazione perfetta.
Nel nostro sistema, che qualcuno si ostina ancora a chiamare democratico, le redini del comando sono nelle mani dei partiti; per la precisione, nelle mani dei segretari dei partiti. Costoro, in forza di un sistema verticistico di gestione, coadiuvati da fedelissimi accoliti compiacenti-conniventi, prostrati dinnanzi all' immancabile supervisione interessata di taluni poteri forti, hanno licenza di uccidere di resuscitare e di creare.
Può accadere così che il "Tizio" (bravo, ma antipatico, tentennante, polemico) sia trombato e costretto a tornarsene a casetta; al "Caio" invece (viscido, imbroglione, superaffarista, ma amico del Capo) viene garantito un collegio sicuro, anche se (e soprattutto) lontano mille miglia dal territorio delle manovrate manovre-manovrine. Ma non è tutto.
Il capolavoro lo firma "Sempronio": verginello accattivante, nessuna esperienza amministrativa, ma, e ciò rallegra tantissimo il Capo, potenziale forziere di consensi. Costui, la novella creatura, in grazia del Rosatellum e del patrimonio disponibile, ha la quasi certezza della nomina. Lo puoi osservare quando avanza fluttuando su un succulento portamonete, sospinto protetto e riscaldato dal facoltoso paparino: "primo fornitore di pranzi e cene in tutti i ristoranti costieri, mentre si vocifera il miracolo di un'apertura fuori stagione di uno chalet" (Giancarlo Falconi, I Due Punti: Fatti senza pregiudizi).
Ho finito. Tiro la linea; proprio come s'usa fare in aritmetica.
"Sempronio" è soltanto ragioneria. "Sempronio" è l'esempio più calzante per spiegare l'idiozia "intelligente" uscita dalla testa del ragionier Rosato Ettore. Pertanto, non sciocco o stupidino ma lungimirante opportunista è colui che sfrutta e cavalca il sistema: da qui a cinque anni i 300.000 euro (a tanto, si dice, ammonterebbe l'iniziale investimento) saranno diventati 900.000 euro; inoltre, benefici e privilegi di sorta, vitalizi, etc.
Un affare che nessuna Banca al mondo mai... Solo Montecitorio.
E la politica?...
Della politica vorresti sapere, caro Diario?...
La politica, il "dare indietro qualcosa di ciò ti è stato dato", ossia la capacità e la voglia di prestare i propri servigi per il benessere della comunità, non la ricordo più.
E' pur vero che le volte che sono andato a votare, ho sempre segnato il simbolo della minoranza. Ma la prossima volta, giacchè sono diventati tutti tifosi della svendita dell'incapacità della supponenza dell'ignoranza dell'arroganza e del proprio tornaconto, il 4 marzo, pur sempre nella minoranza, segnerò il simbolo del Diavolo. Amen.
(Sincope Pensante, 14.02.2018)
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