venerdì 5 ottobre 2018

REDDITO DI CITTADINANZA


Potrà sembrare strano anche agli amici che mi seguono su Risveglio Albense questo post dedicato al tema del reddito di cittadinanza, tanto caro al M5S.
Attaccato al salvagente della “Piattaforma Rousseau”, di proprietà Casaleggio ma nei fatti sostenuto dai remi delle donazioni degli iscritti e dei sostenitori, il M5S mi porta alla memoria la vita disordinata per molti anni vissuta in quel triste 18.mo secolo dal filosofo J.J. Rousseau.

Evito qui di raccontarne i particolari scabrosi, letti negli anni di liceo. Aggiungo solo i nomi di Diderot, Condillac e Voltaire, suoi amici nel collaborare all’esplosione  della Rivoluzione francese e all’opera dell’Encyclopédie.
Finisco per dire che per costruire il programma che ha portato il M5S al governo ed a spingere fortemente per una riforma radicale del patto sociale modellato sul reddito di cittadinanza, nemmeno sognando ci si è rivolto alla filosofia e agli scritti del tanto declamato pentastellato Rousseau.

Immagino la delusione, ma anche gli altri Stati europei col reddito di cittadinanza in tasca sono arrivati miseramente in ritardo di quasi 100 anni nell’apprendere che già a quel tempo si proponeva un salario benché minimo nella Carta del Carnaro :
“Art. 5 – La Costituzione garantisce inoltre a tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, l'istruzione primaria, IL LAVORO COMPENSATO CON UN MINIMO DI SALARIO SUFFICIENTE ALLA VITA, l'assistenza IN CASO di malattia o D'INVOLONTARIA DISOCCUPAZIONE, la pensione per la vecchiaia, l'uso dei beni legittimamente acquistati, l'inviolabilità del domicilio, l'habeas corpus, il risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario o di abuso di potere.”

“Le dichiarazioni della Carta del Carnaro costituiscono la prima espressione del nuovo ordinamento spirituale e giuridico degli italiani.” (Giuseppe Bottai nel 1938)

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