Potrà
sembrare strano anche agli amici che mi seguono su Risveglio Albense questo post dedicato al tema del
reddito di cittadinanza, tanto caro al M5S.
Attaccato al
salvagente della “Piattaforma Rousseau”, di proprietà Casaleggio ma nei fatti sostenuto
dai remi delle donazioni degli iscritti e dei sostenitori, il M5S mi porta alla
memoria la vita disordinata per molti anni vissuta in quel triste 18.mo secolo dal
filosofo J.J. Rousseau.
Evito qui di
raccontarne i particolari scabrosi, letti negli anni di liceo. Aggiungo solo i
nomi di Diderot, Condillac e Voltaire, suoi amici nel collaborare all’esplosione della Rivoluzione francese e all’opera dell’Encyclopédie.
Finisco per
dire che per costruire il programma che ha portato il M5S al governo ed a
spingere fortemente per una riforma radicale del patto sociale modellato sul
reddito di cittadinanza, nemmeno sognando ci si è rivolto alla filosofia e agli
scritti del tanto declamato pentastellato Rousseau.
Immagino la
delusione, ma anche gli altri Stati europei col reddito di cittadinanza in
tasca sono arrivati miseramente in ritardo di quasi 100 anni nell’apprendere
che già a quel tempo si proponeva un salario benché minimo nella Carta del
Carnaro :
“Art. 5 – La
Costituzione garantisce inoltre a tutti i cittadini, senza distinzione di
sesso, l'istruzione primaria, IL LAVORO COMPENSATO CON UN MINIMO DI SALARIO
SUFFICIENTE ALLA VITA, l'assistenza IN CASO di malattia o D'INVOLONTARIA
DISOCCUPAZIONE, la pensione per la vecchiaia, l'uso dei beni legittimamente
acquistati, l'inviolabilità del domicilio, l'habeas corpus, il risarcimento dei
danni in caso di errore giudiziario o di abuso di potere.”
“Le
dichiarazioni della Carta del Carnaro costituiscono la prima espressione del
nuovo ordinamento spirituale e giuridico degli italiani.” (Giuseppe Bottai nel
1938)
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