Non c’è dubbio. Penelope per 20 anni ha tessuto e disfatto una tela.
Un atto di grande furbizia a dimostrazione che nelle testa della moglie Penelope c’era anche qualcosa del marito Ulisse.
E’ un’astuzia meno spaccona, più silenziosa, più concreta e influente, che cela invece di svelare o mostrarsi, che sa decidere nelle difficoltà e sa navigare in acque putrefatte e confuse.
E’ una scelta che vive di bugie. E’ un raggiro. Ma dimostra coraggio, forza e perseveranza.
Nella bailamme albense l’Odissea politica ci racconta la visione geniale ed impertinente di chi conosce il territorio e lo sguardo attento e matematico di chi sa fare i conti, non importa se si chiamano Renato o Pierluigi: alla resa dei conti, davanti ad una platea disperata e senza dare ascolto alla disperazione dei soliti coglioni, hanno saputo riconoscersi e sopportarsi nelle differenze, e rapportarsi nelle diverse ragioni o visioni del mondo.
Non c’è nessun dubbio: è la vittoria di chi guarda l’orizzonte e di chi vede una strada da seguire. Ci fa capire come costruire un progetto e non lasciarlo morire.
La vita è piena di personaggi che non vorremmo mai frequentare, prototipi poco convincenti ai quali ci affidiamo e poi ci fregano. Sono i simpatici mascalzoni che ci inguaiano. Non li vorremmo come amici, ma alla fine un po’ li ammiriamo.
Senza riuscire a comprendere perché mai sanno fare tutto ciò che noi neppure immaginiamo e anche capaci di restare a galla e sopravvivere in un mondo ricolmo di stronzi illusi. zac
La vita è piena di personaggi che non vorremmo mai frequentare, prototipi poco convincenti ai quali ci affidiamo e poi ci fregano. Sono i simpatici mascalzoni che ci inguaiano. Non li vorremmo come amici, ma alla fine un po’ li ammiriamo.
Senza riuscire a comprendere perché mai sanno fare tutto ciò che noi neppure immaginiamo e anche capaci di restare a galla e sopravvivere in un mondo ricolmo di stronzi illusi. zac
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