Nello scontro al vetriolo, tra il Presidente del Consiglio
comunale Antonio Bizzarri e l’assessore con delega al sociale e all’istruzione Alessia
Ventura, emerge una differenza sostanziale, tradotta in quattro anni di
numerose assenze in giunta e negli orari di ricevimento preposti, proprio a
conferma del poco impegno amministrativo della Dottoressa Ventura e la
sensibilità politica avvalorata dalle dimissioni del Presidente Bizzarri senza
cercare “il compromesso migliore tra cuore e ragione” o scovare gradita ospitalità
e interesse tra i banchi dell’opposizione.
A memoria d’uomo non ricordo un identico comportamento nell’attività
politica albense, il rifiuto ad un profitto, la rinuncia a una rete di relazioni
di puro stampo clientelare, stesa dal micio ovunque sia arrivato con i suoi graffi,
e di purissima discendenza democristiana, che di solito emana con un olezzo di
irregolarità e le zanne canine.
Ogni tanto qualcosa di diverso emerge, ma sono punte di un
iceberg che resta per la grande parte sommerso e invisibile. Ma le facce di
bronzo e i culi di silicone, i graffi dei gatti e le oche impiumate, i salti di
palo in frasca e le dee sugli altari infettati, i beduini dei salotti celebrati
dai padroni per convenienza e dalle voglie di frustrati, riflettono un sacco di
gusci vuoti, senza cuore e onestà, anime spente di vite buttate che non
conoscono né i meriti né le virtù.
Nella favola il gatto va sempre in giro con gli stivali, ma il
topo ingrassato ha anche le gambe corte e quando troverà il buco dal quale è
uscito temo riesca con difficoltà a passarci. zac
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